E' da un bel po che non scrivo vero? Pensavate di esservi liberati di me... Ed invece eccomi di nuovo qui.
Ho un po di robe da scrivere, ma non so dove cominciare, perchè tanto so che prima o poi scrivendo qualcosa dimentico, quindi se inizio a scrivere da una parte so di lasciarne un'altra che vorrei scrivere, quindi mi metto magari a scriver quella, lasciandone fuori un'altra, e... Beh, avete capito. E se non avete capito, beh.. Avete capito lo stesso, dai, non prendiamoci in giro, su!
Bene, bene.. Oggi è il 23... Cosa succede il 23? Niente? Ahahaha come niente! No, dai, seriamente... Cosa succede il 23?
.. Niente, c'avevate azzeccato. E' un giorno come gli altri. E con ciò? Eeeehhhh già, e io lo dico a voi...
Due giorni fa, concerto dei My Chemical Romance! Yay! Io, la mia bella, ed un gruppetto di amici.. Divertente, direi!
Unica toppa, volume a parer mio troppo alto, ma canzoni belle, gruppo di supporto accettabile (la prima canzone era bella, le altre però erano tutte uguali alla prima!), compagnia più che ottima, e i My Chemical con l'ultimo album (che QUALCUNO non mi ha prestato e quindi ho ascoltato per la prima volta al concerto)...
Poi... Vediamo... Poi...
Beh, poi ho trovato questi!
Afterhours e
Nine Inch Nails!!! Ovviamente NON POSSO farmeli scappare. Specialmente quello degli Afterhours...
E... Beh, poi c'è questo weekend, sabato e domenica... Ma di questo non vi parlo! :P
Ho dimenticato il 99% delle cose che volevo dire, ma il CD dei Boston è terminato, ora mi ascolto un po di Afterhours, quindi devo lasciarvi qui, perchè ho da cercare dove ho messo il loro CD.
PS: Questo post è stato scritto senza alcuna influenza di sostanze stupefacenti o alcool. Sono così di mio. Cioè, in verità no, è la mancanza di sonno. Però va beh, non è importante.
Piove. La pioggia mi piace, anche se non so perchè. Simbolicamente, lava via la merda da questo mondo, o quantomeno la ricaccia giù, dove pensiamo sia troppo lontana per sfiorarci, e camminiamo sicuri tappandoci il naso e guardando in alto, così che al primo palo della luce andiamo a sbattere. Così, solo per non averlo visto.
Un po come succede quando si è troppo orgogliosi per vedere ad un palmo di naso, o troppo impauriti per non guardare indietro (e scordando di guardare avanti, di conseguenza).
Il brutto è che poi qualche goccia di sangue dal naso ci cade sui vestiti, e li macchia. E gli altri lo vedono, ma non pensano alla paura o all'orgoglio che provavi, ma solo al fatto che, oh Dio!, vai in giro con i vestiti sporchi di sangue, anche se il palo era metaforico, i vestiti no. E' in quei momenti in cui mi viene da pensare a dove siamo arrivati, con le scuole e tutto il resto, con i luoghi comuni, dove "un nano è una carogna di sicuro, perchè ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo" o dove "sarò noiosamente magnetico ed intrigante ed ora si che sono un bel minchione ma tu mi presti fede perchè fuori non si vede". E se invece non fosse questo, e se fossi io sbagliato, e non il mondo? Eppure "perchè non posso dirti di non essere felice? non sono meno vivo".. O no? In effetti "sembra sempre una sola la realtà" e non mi aspetto affatto di sentirmi dire da nessuno che "da bambino volevo guarire i ciliegi quando rossi di frutti li credevo feriti", anche se magari è il sogno di molti, che viene ucciso e lacerato, "quello che sognavi ti fa ridere da quando sai che non lo puoi avere".
E questa frase quant'è vera... Tanti ne ho visti così, perdere i propri sogni dietro all'aspetto e a pietre preziose, quando "dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori"..
La cosa più assurda è che pensiamo di essere liberi... "Libertà l'ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato."...
Non è la canzone più dolce e più triste che voi abbiate mai letto..?
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[Nick Cave & the Bad Seeds - Into My Arms]
I don't believe in an interventionist God
But I know, darling, that you do
But if I did I would kneel down and ask Him
Not to intervene when it came to you
Not to touch a hair on your head
To leave you as you are
And if He felt He had to direct you
Then direct you into my arms
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms
And I don't believe in the existence of angels
But looking at you I wonder if that's true
But if I did I would summon them together
And ask them to watch over you
To each burn a candle for you
To make bright and clear your path
And to walk, like Christ, in grace and love
And guide you into my arms
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms
And I believe in Love
And I know that you do too
And I believe in some kind of path
That we can walk down, me and you
So keep your candlew burning
And make her journey bright and pure
That she will keep returning
Always and evermore
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms
Quando vuoi prendere una CocaCola ma sbagli e prendi un Minute Maid...
Quando cerchi la fascia per i capelli per mezz'ora, poi ti guardi al polso e l'hai lì...
Quando ascolti una frase di più di 3 parole, e l'unica risposta che riesci a dare è ".. cosa?"...
Quando scrivi questo post, e ti accorgi di aver saltato ventitrè parole solo rileggendolo...
Quando ti bruciano gli occhi e pensi che devi toglierti le lenti a contatto, ma ti ricordi che tu NON PORTI le lenti a contatto...
Quando succede tutto questo, magari è ora di far qualcosa per riuscire a dormire di più. Maledetta insonnia.
Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo anche distrutto questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient'altro che l'Adesso e il Qui, il Qui e l'Adesso. E non ti sa che, in questo Hic et Nunc, noi avremo occasione di vederci, eh, ogni tanto?
(Da "Il gabbiano Jonathan Livingston", Richard Bach)
Il testo della canzone è abbastanza esplicativo, e si può notare che blablabla.
Stronzate. Mi piace questa canzone. Mi piace soprattutto il suo testo. Credo che dia da pensare.
Volevo postarlo.
Punto.
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[Linea 77 - Fantasma]
Vivo
Guardando le stesse facce
Sentendo le stesse storie
Pensando:
ho quello che volevo?
Come il vento che soffia prima della tempesta
Un brivido percorre la schiena
Le spalle al muro
Se ho paura
resisto
Semplice e' la via per il lato oscuro
poco tempo per correggere gli errori commessi
dimmi dove buttero' i miei sogni
Dovrei passare tutta la vita a pensare alle cose che ho,
Alle cose che vorrei,
Al modo di raggiungerle
E poi a come difenderle ?
Ma io non so cosa avevo prima
E non so quello che ho adesso
Sorrido ad ogni nuovo giorno perche'
Vivo sperando
Che le persone che amo
Proseguano nel viaggio
Stammi affianco
Ammira dall'alto il paesaggio
La bellezza intorno
Da Torino a Catania
Sopra un furgone
Una breve tappa a Roma
Citta' dell'imperatore
Indomita Genova
Le lacrime di Luglio
infondere paura come forma di controllo
Dovrei passare tutta la vita a pensare alle cose che ho,
Alle cose che vorrei,
Al modo di raggiungerle
E poi a come difenderle ?
Ma io non so quello che ho adesso
Sono storie facili
Come quelle che
Ti raccontavano da piccolo e tu credevi vere
Come e' stato facile
Restare fermo immobile
Chiudendo gli occhi e rinunciando a vedere
Moka Style
Non e' piu tempo di credere
che tutto giri intorno alla solita marchetta radiofonica
crisi di nervi discografica
sciogliete i cani per capire cosa va di moda oggi
...compra ragazzino compra!
ho seguito i miei fantasmi
ora fantasma sono
questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi!
hai...vuoi
Questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi
ora...e dimmi se...
questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi
sono un fantasma dimmi se ci sei
Questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi
ora...e dimmi se...
questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi
ora...
Sono storie facili
Come quelle che
Ti raccontavano da piccolo e tu credevi vere
Come e' stato facile
Restare fermo immobile
Chiudendo gli occhi e rinunciando a vedere
Sono ricaduto nel vortice dell'inutilità e del senso di vuoto... Il brutto è che mi ci crogiolo, non ci sto poi tanto male. E' una visione comoda del mondo.
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[Brahms - Danza Ungherese n°5]
(strumentale)
Sono una di quelle persone che dice una cosa, ne pensa una seconda e ne fa un'altra totalmente discorde dalle prime due.
E con ciò? Non so, mi è venuto da scriverlo, così.
Incredibile, due post in un solo giorno! Spero che per una volta il detto s'avveri e che nevichi, qui... Anche perchè la neve mi ricorderebbe un film che ho appena visto, "La tigre e la neve"... Si, si, lo so, sono in ritardo, avevo il DVD da tempo ma non avevo con chi guardarlo - e non l'avevo nemmeno oggi, ma forse è stato un bene...
Avete presente il post di prima? Ecco, per rallegrarmi un po volevo vedermi l'Era Glaciale ("Hey guarda, una PIGNA!"), quindi apro uno scatolone e frugo tra i DVD. Trovo l'Era Glaciale ma la Tigre e la Neve attira il mio sguardo... Con un "Perchè no?" appena bofonchiato tiro su quello e lo ficco nel lettore.
Odio vedere i film da solo, ma con questo forse è stato un bene, perchè - ebbene si - mi sono commosso su varie scene, e immagino che chiunque a vedermi in quei momenti m'avrebbe preso per idiota.
Non che non lo facciate ora leggendo il blog, dove ho scritto di aver versato qualche lacrima per un film...
Ecco, in quest'istante mi sto chiedendo perchè allora lo lascio scritto.. Ma in fondo in fondo, per qualsiasi cosa chiunque possa dire... Io sono così, e così resterò. Sono anni che su certi film mi commuovo, non ci posso far nulla.
A parte questo, è davvero un bel film... Lo consiglio a tutti quelli che ancora non l'hanno visto.
No, per dire.. Mi ha fatto scrivere un secondo post a distanza di poche ore! Questo dovrebbe bastare per farvi schiodare dalla sedia e per convincervi a comprare il DVD!
Ok, questa è una giornata da The Wall dei Pink Floyd. Chi li conosce probabilmente conosce anche il genere di giornata. Mattinata scombussolante, ore totalmente inutili, l'improvvisa intuizione che in fondo, che io ci sia o meno, non cambia nulla. Dapprima un senso di irrealtà, quindi di rabbia, poi di completa e imperitura voglia di niente, o non voglia, o come la chiamate voi. Stendersi, ascoltare un po di musica (appunto, The Wall dei Pink Floyd) e non fare nient'altro. Farsi cullare dalle note in un mare nero pece, dove affondare e stare a galla sono due cose equivalenti, quindi non c'è bisogno di nuotare, e le onde si prodigano a cullarti in un nulla tanto avvolgente da sembrare vivo. E' incredibile, io sono qui, seduto davanti al pc, guardo lo schermo (non abbasso nemmeno una volta gli occhi per guardare la tastiera) e leggo quello che le mie mani fanno comparire, sporcando di nero i pixel bianchi dello sfondo... Dicevo: sono qui, vedo comparire le parole, e mi vengono i brividi.
Probabilmente aiutato anche dalla musica (ora sono a Another Brick In The Wall, Part I)... Anzi, aspettate che alzo il volume.
Sperando che nessuno venga a lamentarsi.
Ecco... Comunque, dov'eravamo?
Ah, si, il mare nero pece. Ecco, immaginate un mare nero, nero pece e denso abbastanza per tenervi su senza che facciate nulla, ma abbastanza fluido da non essere vischioso. E non deve essere nè caldo nè freddo. Un mare d'acqua insensibile, che quasi non si fa notare. Pensate a delle onde, ritmiche, alte ma calme, che vi cullano. Immaginatevi stesi, a morto, su quel mare, cullati, con i vestiti bagnati appiccicati al corpo.
I vestiti non vi danno fastidio, tranquilli.
E se ora avete pensato al cellulare che si bagna... Ragazzi, siete davvero fottuti, staccate un attimo dalla tecnologia.
Torniamo a quella distesa di niente...
Abbiamo il sotto, ma non abbiamo parlato del cielo. Il cielo non è importante. E' di sicuro scuro, ma non è nero. Un cielo nero mostra le stelle, un cielo scuro è solo scuro.
Ma ora che ci penso i colori non sono così fondamentali, dato che tenete gli occhi chiusi. Niente vista.
E non sentite alcun odore.
Al tatto, invece, sentite il leggero carezzarvi dell'acqua.
Nelle orecchie le note dell'album dei Pink Floyd - è inutile metter su il CD, perchè se siete in questo stato d'animo avrete comunque uno stereo nel cervello che sceglie per voi con una scelta obbligata.
Ora la scena è completa, se non per un piccolo particolare: non riuscite a muovervi. Il mare vi culla, e vi lasciate cullare. Voi VOLETE lasciarvi cullare.
Non è vero che non riuscite a muovervi, è solo che non volete.
Qualsiasi tentativo di spostarsi, anche solo a livello di pensiero, sarà fermato in modo così pacato e sublime da regalarvi pace nella leggerezza del niente fisico, morale e mentale che vi circonda.
Non ho voglia di fare nulla.
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[Pink Floyd - Comfortably Numb]
Hello.
Is there anybody in there?
Just nod if you can hear me.
Is there anyone home?
Come on, now.
I hear youre feeling down.
Well I can ease your pain,
Get you on your feet again.
Relax.
I need some information first.
Just the basic facts:
Can you show me where it hurts?
There is no pain, you are receding.
A distant ships smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I cant hear what youre sayin.
When I was a child I had a fever.
My hands felt just like two balloons.
Now I got that feeling once again.
I cant explain, you would not understand.
This is not how I am.
I have become comfortably numb.
Ok.
Just a little pinprick. [ping]
Therell be no more --aaaaaahhhhh!
But you may feel a little sick.
Can you stand up?
I do believe its working. good.
Thatll keep you going for the show.
Come on its time to go.
There is no pain, you are receding.
A distant ships smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I cant hear what youre sayin.
When I was a child I caught a fleeting glimpse,
Out of the corner of my eye.
I turned to look but it was gone.
I cannot put my finger on it now.
The child is grown, the dream is gone.
I have become comfortably numb.
Gli occhi rossi d'un insonne, la frustrazione di non riuscire a riposare, la stanchezza di passare quelle poche ore con gli occhi chiusi agitandosi, per svegliarsi ancor più stanchi e con il letto disfatto - completamente disfatto, con il materasso messo a nudo. E non dover nemmeno aspettare di tornar lucidi - perchè siete GIA' lucidi - prima di maledire la zanzara che vi ha reso la mano come una di quelle vignette "unisci i puntini da 1 a 43" - quelle della settimana enigmistica, presente?
E allora la prima cosa che vorreste appena svegli non è tornare a dormire - palesemente un tentativo inutile -, nè sapere che tempo fa, nè lavarsi il viso, ma è vedere quella zanzara, ricolma del vostro sangue, volare avanti ai vostri occhi, per poi cadere a terra lentamente, la sua vita stroncata per un qualsiasi motivo.
Bene, ora viene la parte difficile: alzarsi. La consapevolezza che sarà una giornata qualunque, anonima sul vostro calendario, rende ancora più difficile lo staccarsi da un letto senza sogni.
L'acqua è gelida - non importa se accendete il boiler, sarà SEMPRE gelida - e sembra il preludio più adatto al tipo di giornata che vi aspetta: una doccia fredda.
Senza dire una parola - parlare stanca, e un'imprecazione non vale la fatica - finite di congelarvi in bagno e andate verso la cucina, latte caldo e biscotti - e cosa c'è di meglio per scaldarsi?
E lì si, che vi torna un po di vita addosso, quel bel senso di calore mentre bevete, quel senso di sazietà che solo i Tarallucci zuppi di caffèlatte sanno dare, e l'effetto tanto amato della caffeina che fa sempre bene.
Poi, realizzate che è inutile stare lì a godersi il momento, siete in pigiama, con la tazza di latte ancora mezza piena, e l'orologio ticchetta incurante del fatto che ogni scatto aumenta il vostro ritardo. Bastardo.
Finito di fretta il latte, qualche biscotto ingozzato - qualche preghiera ai Santi protettori che anche questa mattina hanno evitato di farvi strozzare -, e via a cambiarsi. Camicia, jeans, calze e scarpe, un abbigliamento già più caldo di canotta e pantaloncini, in fondo.
Qualcuno direbbe che è un po poco per uscire di mattina presto, ma il sonno impedisce qualsiasi considerazione su questo fatto. E via, fuori dalla porta, cartella in spalla, abbonamento dell'ATM in tasca, e le cuffie del lettore mp3 nelle orecchie, nel vano tentativo di svegliarvi un po.
E quindi giù in metro, tra ascelle sudate alle sette di mattina - un mistero - e una muraglia umana tanto fitta che dentro il treno l'effetto stalla è moltiplicato per cento, se fuori nevica li sotto ci sono almeno 40 gradi. Qualche fermata, e la salvezza: il cambio, per prendere il tram.
E via, che si sale, verso la superficie, verso il fresco, giusto in tempo per vedere il tram sfilarvi placidamente davanti agli occhi, suscitando in voi una voglia d'uccidere mai provata prima. Ma è ancora presto, e basta un respiro per farla passare.
Attesa, tanta attesa, e il fresco inizia a pizzicare e a tornare ad essere freddo, man mano che smaltite i centododici gradi accumulati in metro. Un tram finalmente arriva, ma non è quello che dovete prendere. Un rapido sguardo all'orologio, e con un sospiro salite, decisi a fare due fermate, a scendere prima che giri nella direzione sbagliata, e proseguire a piedi. A volte funziona.
Dopo aver finalmente scoperto come si fa a sudare a quell'ora del mattino, ecco il vostro carcere, ed ecco i carcerati, calmi ad aspettare che il secondino li guidi all'interno, come un pastore con le pecore. Se c'è incredibilmente silenzio, si riesce anche a distinguere un flebile belato, di chi tra i presenti ha compreso ciò che realmente è, senza farsi tanti problemi come invece fa il resto del gregge.
Al macello, quindi, con coraggio! E si entra ognuno nella propria classe, e ognuno si siede al proprio banco, e dopo aver percorso in religiosa soggezione il tragitto che separa l'entrata dall'inanimata sedia verde, si cambia la lana con la criniera di un leone, creata appositamente per quando si sta in gruppo, in modo da non vedere ciò che si è. Quando entra uno dei torturatori, i ruggiti si trasformano un secondo in un saluto, quindi in un rispetto fatto di bisbigli e di risatine, mentre viene spiegato ciò che probabilmente nessuno userà mai durante la sua vita, infatti gli unici che tentano di seguire siete voi, poveri sciocchi.
Ma anche prendere appunti risulta difficile, quando nella celletta i vostri compagni continuano a mostrare i denti per sembrare più grandi, parlando di cose che non sanno e ridendo per battute che nemmeno un bambino di tre anni...
In fondo ormai vi siete abituati. Prendete appunti, per quindici, venti minuti, poi ricordate che tutto ciò che state scrivendo lo sapete già, e che avete sonno. Le palpebre si fanno incredibilmente pesanti, come se bastasse la consapevolezza di dormire circa la metà del dovuto per farvi sentire il peso della vostra insonnia.
Per cinque ore, una di meno se qualcuno là in alto è stato clemente con voi, avrete un orecchio occupato ad ascoltare ciò che non vorreste mai sentire, l'altro orecchio impegnato a seguire la lezione - nel caso in cui ci fosse qualcosa di anche solo lontanamente interessante da annotare - e gli occhi che si chiudono da sè.
Alla fine - molto alla fine - riuscite ad evadere, con la promessa che il giorno seguente sarà uguale a questo, e a quello prima, e a quello prima ancora. Per ora, però, non vi interessa, perchè state tornando a casa, perchè siete in compagnia di qualche amico. Un bel momento, che come tutte le come arriva alla sua naturale conclusione a poco a poco, man mano che ognuno ha da prendere una strada diversa dalla vostra, finchè non siete voi che vi dirigete solitari verso la porta di casa, gettandovi tra le fauci spalancate dell'ascensore, e lasciate che lui faccia il vostro lavoro.
E' in questo momento che iniziate a comprendere che tipo di mattinata avete avuto, che tipo di pomeriggio avrete - a studiare, a chiacchierare svogliatamente o a leggere, ma per la maggior parte del tempo sarà solo un aspettare, qualsiasi cosa facciate -, e come vi sentite: di merda.
Un pranzo veloce, e incredibilmente in fretta il pomeriggio trascorre, sembra uno schiocco di dita ed è ora di cena, ed inizia il vero supplizio: troppo stanchi per fare qualsiasi cosa, troppo poco stanchi per dormire. Se decidete di stare alzati, vi maledirete per questo come avete maledetto la zanzara, al risveglio. Se vi coricate, rimarrete a rigirarvi tra le lenzuola fino quasi a mattina, quando per qualche miracolo riuscite a prender sonno... Ed è allora che la sveglia vi ricorda che non è Domenica.
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[Jeff Buckley - Hallelujah]
I heard there was a secret chord
that David played and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do you?
Well it goes like this :
The fourth, the fifth, the minor fall and the major lift
The baffled king composing Hallelujah
Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah...
Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrough ya
She tied you to her kitchen chair
She broke your throne and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah
Baby I've been here before
I've seen this room and I've walked this floor
I used to live alone before I knew ya
I've seen your flag on the marble arch
But love is not a victory march
It's a cold and it's a broken Hallelujah
There was a time when you let me know
What's really going on below
But now you never show that to me do ya
But remember when I moved in you
And the holy dove was moving too
And every breath we drew was Hallelujah
Well, maybe there's a God above
But all I've ever learned from love
Was how to shoot somebody who outdrew ya
It's not a cry that you hear at night
It's not somebody who's seen the light
It's a cold and it's a broken Hallelujah
Hallelujah Hallelujah Hallelujah...